
Recensione completa “Dungeon Crawler Carl” di Matt Dinniman
Nome: Dungeon Crawler Carl
Autore: Matt Dinniman
Genere: Fantascienza, Fantasy
Casa editrice: Mercurio Books
Data di uscita: 14/10/2025
Stelle: 4/5
Trama
In un istante, ogni costruzione sulla Terra collassa su sé stessa e scompare nel nulla. Ogni cosa viene riassemblata in un unico, gigantesco dungeon: un labirinto di diciotto livelli pieno di trappole, mostri, tesori e insidie, tanto vasto da avvolgere l’intero pianeta. I sopravvissuti devono entrare nel labirinto sotterraneo e cominciare il gioco: se non trovi le scale per scendere in tempo al livello successivo, sei fuori. Game over. Tra di loro Carl, un’ex guardia costiera, insieme al gatto della sua ex, si troverà di fronte a scelte che non aveva mai pensato di dover fare prima. Nel gioco vincono la popolarità, le visualizzazioni, l’influenza. Più sei seguito, più possibilità hai di restare in vita. E se sei davvero bravo – se combatti con stile, se intrattieni le folle galattiche col sangue e col coraggio –, potresti ottenere la sola cosa che conta davvero: le loot box inviate dai tuoi fan alieni. L’unico modo per sopravvivere.
La mia opinione…
“L’unico modo per vincere un gioco truccato è rompere il tavolo.”
Avevo adocchiato questa saga già da un po’ ma forse non avevo ben inteso di cosa si trattasse. Risultato? Sono rimasta estasiata dalla bellezza del concept, forse anche più di ciò che mi sarei aspettata. E, credetemi, è una cosa che mi capita molto raramente. Che felicità!
“Se arriviamo al punto di non aiutarci più a vicenda, è lì che smettiamo di essere umani.”
Abbiamo a che fare con un genere ibrido tra letteratura e mondo videoludico: il fantomatico litRPG. Per i nerd appassionati come me sarà facile intuire quale sia il senso di tale appellativo, ma per chi non ha idea di cosa sia un “gioco di ruolo letterario” sono quì appositamente per farne una panoramica generale. Il worldbuilding è appunto quello tipico di un dungeon a livelli, una sorta di “scalata alla rovescia” in cui i piani che si susseguono hanno lo scopo di mettere alla prova i giocatori con delle sfide sempre più pericolose e difficili da superare. Naturalmente, dunque, non manca nemmeno il classico sistema di ricompense basato su looting tanto più rari e speciali quanto più è complesso l’obiettivo superato. Una specie di caccia al tesoro alla quale è impossibile rinunciare, pur con tutti gli ostacoli del caso.
La singolarità, in questo caso, è che in realtà la partita viene trasmessa in diretta televisiva a miliardi di spettatori intergalattici assetati di sangue (che possono partecipare a loro volta in modi che ritengo geniali ma di cui non vi svelerò nulla, altrimenti vi priverei della curiosità di scoprire tutto per la prima volta insieme ai personaggi). E altrettanto particolare è l’intelligenza di sistema: un’interfaccia neurale che viene – non si sa come – incorporata direttamente nella mente dei concorrenti. Affascinante, non è vero? Gli abitanti della Terra si ritrovano improvvisamente catapultati in un caos d’informazioni e l’unica possibilità che hanno di sopravvivere è lottare contro mostri di vario genere, superare quest e – per i più temerari – uccidersi a vicenda. A ognuno il proprio stile di gioco!
“Non sono un eroe. Sono solo quello che è ancora vivo.”
Devo ammettere di non aver riscontrato la stessa osticità di altri nell’acclimatarmi alle infinite descrizioni di abilità, classi, razze, modalità di combattimento e tipologie di mob… ma sicuramente il merito di ciò risiede nel fatto che sono una videogiocatrice incallita di mio, perciò molte cose le sapevo già e anzi ho potuto – in questo caso – apprezzarle ancor di più. Non so descrivervi quanto sia stato strano sentirmi letteralmente risucchiata in un mondo che sono solita vivere su console! Probabilmente il connubio tra lettura (anche se sarebbe più corretto definirlo ascolto, dato che ho usufruito dell’audiolibro) e videogame è il più vincente mai esistito. Non credo che riuscirò a tornare indietro dopo questa esperienza indimenticabile!
La trama è ricca di colpi di scena, di adrenalina allo stato puro; la dinamicità degli scontri – mai uguali ai precedenti – rende il tutto concitato e irresistibile. Come si dice? Una pagina tira l’altra, è quasi impossibile fermarsi. E i personaggi? Lasciatemelo dire, sono fantastici! Unici, divertenti in modo ironico e sarcastico insieme, seri quando serve, “cazzari” certe volte e dai rigidi principi morali altre volte. Un’accoppiata vincente quella di Carl (un umano) e Princess Donut (una gatta): le risate sono assicurate, così come i momenti di tenerezza. Non lasciatevi ingannare dall’ilarità del romanzo, però. La storia s’infittisce man mano che si procede nel dungeon, pullula di misteri da risolvere e di riflessioni estemporanee.
“Va tutto bene. Dobbiamo solo uccidere tutti e poi tornare a casa.”
Insomma, ci metto la mano sul fuoco: “Dungeon Crawler Carl” non vi deluderà! Ve lo consiglio sia come lettrice che come nerd. Cosa potreste chiedere di meglio? Io non vedo l’ora di continuare la saga.
di Rossana 🖤