Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis

Recensione completa “ Le Cronache di Narnia” di C.S. Lewis

Nome: Le Cronache di Narnia

Autore: C.S. Lewis

Genere: Fantasy

Casa editrice: Mondadori

Data di uscita: 04/11/2014

Stelle: 3/5

L’entusiasmante viaggio nel magico mondo di Narnia governato dal leone Aslan, popolato di animali parlanti, centauri, gnomi e streghe malefiche impegnati nell’eterna lotta tra il bene e il male. Riuniti in un unico volume i sette romanzi della saga che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuta tra i classici della letteratura. “Il nipote del mago”, “Il leone, la strega e l’armadio”, “Il cavallo e il ragazzo”, “Il principe Caspian”, “Il viaggio del veliero”, “La sedia d’argento”, “L’ultima battaglia”.

“In una mano, come ho già detto, tenevo l’ombrello, nell’altra un bel po’ di pacchi e pacchettini avvolti in carta scura. Con tutta quella neve e quei pacchetti, sembrava un signore che torni a casa dopo aver comprato i regali di Natale.”

Vi preannuncio che questa recensione sarà un po’ diversa dalle altre. Ci sono saghe che preferisco recensirvi nel loro completo svolgimento, dopo averle terminate. Mi piace avere una visione d’insieme e stabilire un voto unico. Alcuni volumi di un saga possono piacermi più di altri e la penna dello scrittore è la stessa. Quindi spero mi perdonerete per la rapidità di giudizio e senza peli sulla lingua. La saga di Narnia è un 5 stelle se letta nella giusta età, da bambini. Da adulti, tende a diventare un 3 stelle. Non fraintendetemi!

Sono cresciuta a suon di fantasy. “Le Cronache di Narnia” sono state il mio primo pane quotidiano. Lo stile dell’autore è incredibilmente semplice e infantile. Sembrano libri scritti per bambini anche se risultano carichi di significato. Aslan è stato il mio primo eroe. La strega bianca la prima cattiva che ho odiato. Caspian la mia prima cotta. I fauni, le driadi, gli spiriti dei boschi, i nani, gli animali parlanti, i serpenti di mare; tutti loro per la prima volta li ho incontrati in questa saga. C.S. Lewis mi ha insegnato a usare le ali della fantasia. Mi ha dolcemente presa per mano e guidata in mille divertenti avventure: dalla creazione di Narnia, al suo salvataggio, verso la sua fine. DA BAMBINA. Avevo circa 10-12 anni quando ho letto i volumi per la prima volta e mi hanno stregata…

“Credo che tutti sappiamo cadere” rispose Shasta. “Voglio dire, sai cadere e rialzarti senza frignare? Montare e ricadere senza aver paura di andare giù un’altra volta?” “Ci… ci proverò.”

Come tutti sapete, i libri che compongono la saga sono sette. Ognuno con protagonisti diversi. C.S. Lewis delinea una mappa dettagliata del grande regno di Narnia e lo esploriamo dai ghiacciai del Nord al caldo e arido deserto del Sud, passando per le floride pianure verdeggianti nel centro. Attraverso gli occhi di un bambino, le brevi descrizioni possono essere sufficienti; ma con gli occhi di un adulto, risultano decisamente troppo scarne e approssimative. Ora che sono cresciuta, ritengo che siano sempre dei bei volumi, piacevoli e divertenti, ma non da 5 stelle. Ho riso tanto. Alcune battute sono piuttosto argute e un po’ incomprensibili da bambini. Lewis è uno scrittore astuto. È stato in grado di creare un mondo che ha affascinata migliaia di generazioni ma… quel finale? Voi cosa ne pensate? Dateci un feedback! Come può essere tutto un sogno? Come può non esistere nulla di tutto quello che è stato creato in sette libri?

CI HA DELUSE MOLTO. Lewis ma che mi combini? Il sole si spegne, il tempo si ferma e il vecchio mondo viene congelato e scompare nell’oscurità. Tutti i protagonisti rientrano in scena e Aslan spiega loro che Narnia è una sorta di passaggio obbligato fino al suo regno: il paradiso eterno. Peter, Lucy, Edmund, Eustachio. Sono tutti morti in un enorme incidente ferroviario e hanno raggiunto Aslan, personificazione di Gesù Cristo nel regno di cieli nel quale riposano le anime. Ma come può mai essere? Cosa sto leggendo? Credo di aver rimosso questo finale che, diciamocelo, è perfetto per l’epoca in cui Narnia è stata scritta ma ad oggi non riesco ancora a capacitarmene…

“Tappatevi le orecchie, bambine, perché sento che devo fare un gran rugito.”

Tralasciando il fatto che “Le Cronache di Narnia” sembrano scritte da un fervente cristiano che non ha mai smesso di credere in Aslan e che è quindi destinato al paradiso, ha messo radici nel cuore della piccola me e so che ci resterà per sempre perchè ho amato ogni avventura di ogni singolo personaggio di quel magico mondo e perchè non ho mai smesso di immaginarmi tra quei folti e alti alberi, in compagnia di un fauno, in un dolce casa accogliete mentre là fuori la neve scende fitta.

Se ho un personaggio preferito? Ve lo rivelo dandovi un indizio. Prima ancora che fossero girate le trasposizioni cinematografiche, avevo letto e riletto fino alla nausea un passo dolce che mi faceva venire i brividi. Tutto aveva avuto inizio con un lampione in mezzo alla foresta. Ma cosa mai poteva farci un lampione acceso nel bel mezzo di una foresta innevata? Secondo me avete indovinato.

di Daniela 🤍